Prinzessinengarten: l’isola verde di Kreuzberg condannata alla chiusura?

E’ un posto par­ti­co­lare,  il gia­rdino di Prinzessi­nen­garten. Che poi, gia­rdino è una parola fuor­viante: in realtà si tratta di un orto, di un gia­rdino, di un ris­torante e di un bar, tutto sotto lo stesso tetto. Dal 2009 questo angolo di verde che sorge in mezzo ad una delle zone più traf­fi­cate di Kreuzberg, su un lato della rotonda di Moritz­platz, è stato preso in ges­tione dall’associazione Nomadisch Grün ed è stato cre­ato un orto urbano, dove ven­gono colti­vati diversi tipi di ortaggi e piante aro­matiche, che ven­gono uti­liz­zate in loco per pro­durre ogni giorno piatti veg­e­tar­i­ani oppure pos­sono essere rac­colti e com­prati dai vis­i­ta­tori del posto. Nei piani dei respon­s­abili del prog­etto c’era quello di creare un’isola verde in mezzo al cemento, un luogo dove bam­bini e adulti potessero trovare tran­quil­lità ed un punto d’incontro,  imparare a colti­vare vari­età veg­e­tali locali, risco­prire il val­ore del lavoro comune e di un’alimentazione più sana ed eco­logi­ca­mente respon­s­abile. Scuole materne ed uni­ver­sità hanno intrapreso prog­etti di lavoro all’interno dello spazio e questo si è riv­e­lato un luogo impor­tante anche per l’integrazione in un quartiere che per molti versi ha ancora un carat­tere con­tro­verso e molti con­flitti, appena sep­pel­liti sotto la patina fes­taiola che ormai da tempo lo distingue.

prinzessinnengarten_berlino

Ogni giorno il gia­rdino si riem­pie con tur­isti, curiosi ed imp­ie­gati in pausa pranzo dal lavoro: il cibo è rig­orosa­mente fresco e colti­vato in loco (oddio, il for­mag­gio prob­a­bil­mente no, ma ci capi­amo), a qual­cuno potrebbe apparire un po’ “povero” ma è davvero gus­toso – e forse siamo sem­plice­mente abit­uati a farci travol­gere da un insieme di sapori arti­fi­ciali, tanto che non rius­ci­amo più ad apprez­zare intera­mente il gusto gen­uino di una zucchina o di una patata. Avrei qual­cosa da ridire sul prezzo, che a volte è un po’ ecces­sivo rispetto agli stan­dard a cui siamo abit­uati, ma tenendo conto della situ­azione si può benis­simo spendere quei due euro in più. E il luogo è ide­ale per fare una pausa al fresco degli alberi in estate, quando il sole si ricorda il suo ruolo e decide di pic­chiare un po’ anche a Berlino.

Una sto­ria di suc­cesso, quindi. Pare quasi una bella favola. E infatti, lo scon­tro con la realtà si è riv­e­lato ben più amaro. Il con­tratto è stato già rin­no­vato una volta nel 2011, e scade defin­i­ti­va­mente nel 2013. I piani della città, a cui appar­tiene il ter­reno, sono appar­ente­mente diversi da quelli dei gestori del Prinzessi­nen­garten: vendere e far costru­ire. Gli inter­es­sati bus­sano già alla porta, nella Berlino degli anni ’10 l’imperativo pare essere costru­ire. Gli abi­tanti del quartiere, però, si sono affezionati a questo orto urbano e hanno espresso a gran voce il loro dis­a­gio nel vedere il futuro di un luogo tanto par­ti­co­lare e che ha coin­volto lo sforzo e il lavoro di tante per­sone minac­ciato da piani spec­u­la­tivi: all’inzio della set­ti­mana scorsa la petizione per sal­vare il Prinzessi­nen­garten aveva già 17.000 fir­matari (la petizione si trova online a questo ind­i­rizzo). Il prob­lema riguarda nell’immediato il futuro di questo luogo, ma in ter­mini più gen­er­ali coin­volge anche il rap­porto tra cit­ta­dini e ammin­is­trazione, che molti avvertono come dis­tante e sorda alle richi­este e alla volontà dei res­i­denti, schi­ac­ciata dalla neces­sità di fare cassa e di accon­tentare in primo luogo investi­tori e tur­isti e solo in seguito i berli­nesi, che vedono la città trasfor­marsi davanti ai loro occhi (vedi il caso Media Spree) seguendo logiche con le quali non sono sem­pre d’accordo.

 

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Posted on by ezio in Abitare, Tempo libero

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